For all the starkness of their imagery, Adam Victor’s VinoGlyphs call to mind the long history of the representation of viticulture in art, but they strongly resist confinement to the genre.
They have something in common with precedents as disparate as the signature of Elizabeth I, Tinguely’s stark black machines in motion and the Writing Pieces of Anthony Caro, each of which, though stationary, moves in and out of legibility as a specific word as the viewer’s eye moves around it.

Richard Morphet, curator and art critic


L’opera fotografica ‘VinoGlyphs' di Adam Victor mostra cosa si nasconde in un semplice frammento di viticcio d'uva posto davanti ad un cielo infinito.
Il vino, da sempre fonte di creatività per gli artisti, appare nelle foto di Adam Victor non come colore ma come segno. Esso è un segno grafico della natura a cui spesso non ci si fa caso, ma che la fotografia riesce a restituire come segno barocco, nella sua irregolariti e bizzarria, nella sua inattesa bellezza.

Gabriella Ibello, critica d’arte




_______________________________________________________________________________

Comunicazione ai sensi dir. 2009/136/CE: questo sito utilizza cookies tecnici e di profilazione. L'uso del sito costituisce accettazione implicita dell'uso dei cookies. Per revocare il consenso è sufficiente cancellare i cookies di dominio dal browser. Per saperne di più clicca qui: Privacy and Cookie Policy